Leggere e interpretare un Istogramma

Gimp
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istogramma

Quello mostrato nella figura a sinistra è un istogramma, nello specifico, un istogramma di Gimp.

È probabile che più di qualcuno abbia visto almeno una volta questo grafico, sicuramente all’interno delle macchine fotografiche o in qualche software di post produzione tipo Gimp o Photoshop.

Bene, questo strumento, in modo particolare per la fotografia digitale, è lo strumento più importante per sapere se una foto è stata scattata in modo corretto o meno.

Anche Gimp, al suo interno ha lo strumento Istogramma, lo possiamo aprire dal menu Colori »» Informazioni »» Istogramma oppure, sempre da menu, Finestre »» Finestre agganciabili »» Istogramma

Per avere piena contezza nella lettura di un Istogramma ho deciso di dividerlo in tre parti, perché quelle sono le parti che vanno lette con attenzione.

Bisogna sapere che una fotografia, in estrema sintesi, è solo la registrazione di diverse frequenze di luce che andranno a colpire il sensore della macchina fotografica, sarà poi il processore, attraverso i fotodiodi e i filtri posti davanti ad esso (filtri RGB) a commutare la foto a colori. Per una lettura più accurata su questo argomento vi rimando all’ottimo articolo di Agostino Maiello scritto su Nadir Magazine.

Analizziamo le tre zone di un Istogramma
  • Zona Ombre – Raffigurata nella parte a sinistra dell’istogramma e rappresenta, come dice il nome, le ombre o comunque i toni scuri che generalmente troviamo in una foto comune. Per semplificare i colori scuri appartengono a questo settore, fino ad arrivare al nero.
  • Zona Toni medi – Sono raccolti nella parte centrale dell’istogramma, si avvicinano molto ai grigi, infatti la parte centrale precisa di un tono medio è un grigio al 50%, ossia 128 per ogni canale, Rosso, Verde e Blu, in un’immagine a 8 bit.
  • Zona Alteluci – Rappresentata nella parte a destra dell’istogramma, come dice la parola stessa, contempla tutti i colori chiari fino ad arrivare al bianco.
Impariamo a leggere una foto attraverso l’istogramma

L’istogramma è uno strumento tanto semplice quanto indispensabile, non solo perché ci aiuta in fase di scatto ad ottenere una foto corretta dal punto di vista espositivo, ma ci aiuta anche nella fase successiva, della post produzione, per cercare di sistemare o correggere tutte quelle foto che non sono state scattate correttamente.

Vi sarà capitato di sentire da qualcuno, questa foto è sovraesposta o sottoesposta, bene, andiamo a vedere con esempi pratici cosa ci indica l’istogramma.

Immagine sottoesposta
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La foto mostrata sopra è una foto che ad occhio si percepisce come sottoesposta, una foto sottoesposta è una foto con poche informazioni di luce, la maggior parte dei dettagli e dei colori non vengono registrati, per quello che quando si fa una foto sarebbe bene impostare lo scatto nel formato RAW, quello che una volta era il negativo per la pellicola, perché per quanto ci sia poca luce durante lo scatto o si abbia impostato i tempi di scatto alti per non far venire la foto mossa si hanno molte più probabilità di recuperare dati in confronto ad una foto scattata nel formato JPG.

Analizzando l’istogramma osserviamo che i dati del grafico sono concentrati per lo più sulla parte sinistra, quella delle ombre o dei neri, c’è qualche informazione nei toni medi, a causa del sole al tramonto che genera poca luce nascosta dietro le nuvole, nella parte destra invece il grafico è praticamente piatto, bene questo è il classico istogramma di una foto sottoesposta.

Recuperare informazioni di luce in questa foto è ancora possibile a patto che sia stata scattata nel formato RAW di cui ogni macchina fotografica reflex è dotata.

Se notiamo bene, nell’istogramma il grafico non tocca ancora i margini dell’area, vuol dire che c’è ancora possibilità, benché minima di recuperare qualche dato.

Diversamente avviene quando abbiamo un istogramma come quello mostrato nell’immagine in basso, la foto non è recuperabile, il grafico è concentrato solo sulla parte delle Ombre, ma oltretutto si nota che il bordo del grafico eccede l’area dell’istogramma, è avvenuta una vera e propria perdita dei dati, in questo caso il recupero sarà disastroso e quindi impossibile.

istogramma-clip-dati

Nella figura in basso a sinistra invece un istogramma che rappresenta una foto correttamente esposta (in basso a destra), il grafico alle estremità lambisce leggermente i bordi dell’area dell’istogramma, c’è informazione su tutte e tre le zone d’interesse, ossia Ombre, Toni medi e Alteluci

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Stessa cosa, ma dal versante opposto, succede quando incontriamo una foto come mostrata nell’immagine in basso ed il suo relativo istogramma. Il recupero qui diventa pressoché impossibile, la macchina fotografica non ha registrato informazioni in tutta la gamma dinamica che aveva a disposizione, e oltretutto le Alteluci sono state troncate con ulteriore perdita di informazioni.

Interpretazione di un Istogramma

Non sempre però un istogramma ci racconta la verità, bisogna sempre avere un riscontro contestuale attraverso la foto.

Nell’esempio in basso, l’autore della foto ha volutamente cercato quel tipo di effetto, peraltro ben riuscito, ed infatti se volessimo dare retta solo all’istogramma a fianco commetteremmo un errore.

L’istogramma è praticamente uguale a quello della foto in alto della torre Eiffel, ma contestualizzando la foto visivamente capiamo che non c’è nulla di sbagliato in quello che vediamo. La luce, seppur abbondante, è stata sapientemente distribuita proprio per creare quell’effetto, mentre invece nella foto precedente si capisce chiaramente che c’è un errore del fotografo.

Lo stesso discorso può essere applicato ad una foto notturna alle stelle, e quindi, se sono le stelle il soggetto principale, ed è notte, viene da se che tutto quello che è intorno è completamente buio, e visualizzando solo l’istogramma non capiremmo che quella non è una foto esposta male, ma una foto che dato il contesto non poteva essere diversamente.

In conclusione c’è da aggiungere che molte foto possono essere corrette attraverso le maschere di luminanza, una particolare tecnica che permette di agire solo in determinate zone della foto lasciando inalterate le altre. A tal proposito vi segnalo un articolo scritto proprio in questo sito che tratta tale argomento. Maschere di luminanza.

Chiunque abbia dubbi o voglia approfondire l’argomento, può scrivere qui sotto nei commenti o direttamente nel canale Telegram dedicato.

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